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Breastlight, l'alleato di tutte le donne contro il cancro al seno

Breastlight è uno strumento che consente la prevenzione del cancro al seno grazie alle 3 luci led.

Il post di oggi è dedicato a tutte le donne che tengono alla propria salute e che hanno fatto della prevenzione e autodiagnosi la prima arma contro il tumore al seno.
E' un dato ormai appurato che i medici raccomandino la familiarizzazione con i propri seni attraverso l'autopalpazione perché la conoscenza e l'aspetto esterno del proprio seno nei diversi periodi del mese è molto importante: permette di capire cosa è normale e cosa invece non lo è. Riconoscere facilmente eventuali cambiamenti o trasformazioni delle mammelle aumenta la possibilità di risolvere eventuali problemi per tempo e quindi di salvarsi la vita!

Oggi, ogni donna può trovare un alleato in Breastlight, il dispositivo che insieme all'autopalpazione, permette di riconoscere qualsiasi cambiamento nel proprio seno.
Come funziona? Molto semplice: basta appoggiare Breastlight alla mammella e il fascio di luce rossa (assolutamente innocuo!) l'attraverserà mettendo in evidenza i vasi sanguigni, in questo modo ogni donna può imparare a conoscere la mappa interna del proprio seno e a controllare ogni eventuale cambiamento come ombre o macchie scure che potranno essere segnalate al medico.
Il cancro, infatti, si presenta come una massa scura ricca di vasi sanguigni la cui crescita è stimolata dal tumore stesso. Naturalmente i cambiamenti non devono allarmare, il seno è soggetto a molte mutazioni durante l'arco di una vita, sarà il medico a valutare caso per caso.

Breastlight può essere utilizzato anche in caso di nodulectomia e rimozione parziale del seno. In questo caso la visione non sarà del tutto nitida sulle cicatrici perché l'area potrebbe risultare più scura, ma sulla parte restante del seno non ci sarà nessun problema. In caso di mastectomia con ricostruzione, invece, Breastlight non può essere usato perché funziona soltanto sul tessuto mammario.

Le basi della tecnologia di Breastlight sono state gettate nel 1929, quando il chirurgo americano Max Cutler fu il primo a dimostrare che era possibile mettere in evidenza il carcinoma mammario grazie alla trasmissione di una luce attraverso i tessuti.

Questa, infatti, viene assorbita dall’emoglobina; perciò, le vene appaiono sottoforma di linee scure. I noduli maligni dispongono di un flusso ematico che li alimenta, perciò tutte le zone dense o scure rilevate da Breastlight, possono indicare una possibile anomalia. Le cisti piene di liquido, invece, non assorbono la luce quindi non vengono messe in evidenza da Breastlight.

Negli anni '90 si svolsero gli studi iniziali sul metodo di illuminazione delle mammelle utilizzando versioni precedenti di Breastlight. I risultati clinici di questa tecnica furono molto incoraggianti in termini di differenziazione tra carcinoma della mammella e lesioni benigne del seno. Tuttavia, la sensibilità risultò inferiore a quella ottenuta con la mammografia, di conseguenza questo metodo non fu consigliato come metodo alternativo ai metodi di screening clinici, le cui tecniche erano e sono, già affermate.

Gli sviluppi raggiunti dalle moderne tecnologie LED hanno permesso, però, di realizzare Breastlight, uno strumento innovativo, compatto, facile da utilizzare che le donne possono utilizzare per l'autoesame regolare del seno.

Oltre l’80% delle donne da quando usa Breastlight è più serena e tranquilla sulla salute del proprio seno perché la prevenzione è vita!

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